La rotazione del proiettile

Leggendo una qualunque perizia balistica che si occupa di risalire all’arma che ha sparato un proiettile, si comprende come questo accertamento venga fatto comparando le microstriature lasciate sul proiettile in esame dalle rigature della canna. Ma cosa sono e a cosa servono le rigature della canna di un’arma da fuoco? Le rigature di una canna sono generate eseguendo, all’interno della stessa, delle “scanalature” con andamento elicoidale. Si produrranno così una serie di “righe” con un proprio spessore e una determinata larghezza anch’esse con andamento elicoidale. Il diametro interno della canna, misurato tra due righe contrapposte, sarà minore del diametro della canna misurato tra due scanalature. Quest’ultimo diametro corrisponde al calibro della canna ed è pari al calibro del proiettile. Appare evidente quindi che a seguito dello sparo, il proiettile, percorrendo la canna in tutta la sua lunghezza, incontrerà l’attrito delle righe, le quali, avendo andamento elicoidale, gli imprimeranno una rotazione lungo il suo asse longitudinale. Per capire a cosa serva tale rotazione si osservi il movimento di una trottola (come quella del video pubblicato in questa pagina): la sua rotazione fa si che la trottola mantenga stabile la direzione lungo il suo asse longitudinale, comunque essa venga posizionata. Esaurito il movimento di rotazione la trottola si adagerà su un fianco. In fisica questo fenomeno si chiama “Legge di conservazione del momento angolare”. Il proiettile, a cui le rigature della canna hanno impresso una rotazione lungo il suo asse maggiore, si comporterà lungo la sua traiettoria proprio come una trottola, mantenendo più stabile la sua direzione.

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