Il riconoscimento della voce

Con questa prima pillola sul riconoscimento del parlatore vogliamo introdurre quest’affascinante branca delle scienze forensi. Le intercettazioni di comunicazioni sono uno strumento per la ricerca della prova sempre più utilizzato nelle indagini penali ed i risultati a cui porta sono spesso trancianti da un punto di vista semantico ma non altrettanto utili sotto il profilo dell’identificazione del parlatore. Da sempre ci si è posti il problema di dover identificare la voce di un anonimo interlocutore in una conversazione telefonica ma solo nell’ultimo ventennio le metodologie per la “speaker recognition” si sono evolute tanto da lasciarsi alle spalle i metodi pseudo-scientifici fino ad allora utilizzati. Padre indiscusso della fonica forense in Italia e ricercatore apprezzatissimo a livello internazionale è stato il Prof. Ing. Andrea Paoloni, che poco tempo fa è scomparso lasciando un enorme vuoto nel mondo scientifico e negli ambiti di ricerca di chi si occupa di fonica e fonetica forense. Una convinzione piuttosto diffusa in ambito giudiziario consiste nel fatto che la voce umana possa essere unica e distinguibile per ogni essere vivente e che un Perito esperto possa fornire al Giudice un esito di certezza nel riconoscere la paternità di una voce nota rispetto ad una voce ignota. In realtà si è dimostrato che ciò non è vero, quantomeno per le voci che riguardano l’ambito giudiziario e che sono normalmente ricavate da servizi d’intercettazioni ambientali o telefoniche. Le intercettazioni di comunicazioni, infatti, presentano normalmente parametri elettroacustici non compatibili con un accertamento fonico realizzabile invece prelevando la voce di un soggetto con strumentazione ad alta fedeltà e potendone analizzare le sue peculiarità non solo da un punto di vista fonico ma anche fonetico e fonologico. Tuttavia esistono oggi metodiche di riconoscimento del parlante, sia totalmente automatiche che semiautomatiche, che possono fornire un esito dotato di notevole affidabilità a patto che le caratteristiche qualitative e quantitative del materiale in verifica siano sufficientemente buone. Con le prossime pillole di fonica forense inizieremo ad esaminare queste caratteristiche e a descrivere i vari metodi ad oggi utilizzati per eseguire l’analisi della voce in ambito forense descrivendone limiti e peculiarità.

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