Le munizioni in calibro 9X19 Parabellum

Tanto si è dibattuto, nelle aule di Tribunale e tra gli esperti di balisitica, se le munizioni in calibro 9×19 Parabellum (altrimenti conosciute come 9 Luger, 9 Para, 9×19 mm.) fossero da considerarsi “munizionamento da guerra” semplicemente perché utilizzate dalle FF.OO. per le pistole d’ordinanza che camerano appunto tale calibro. L’art. 5 del Decreto L.vo 204/2010, che ha integrato la legge 110/1975, stabilisce che: “Salvo che siano destinate alle Forze Armate o ai Corpi armati dello Stato ovvero all’esportazione, non è consentita la fabbricazione, l’introduzione nel territorio dello Stato e la vendita di armi da fuoco corte semiautomatiche o a ripetizione, che sono camerate per il munizionamento nel calibro 9×19 parabellum. Nei casi consentiti è richiesta la licenza di cui all’art. 31 del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 18 giugno 1931 n 773″. In pratica ciò significa che:
– in Italia è vietato produrre o importare o vendere a privati pistole semiautomatiche che camerino il calibro 9×19.
– in Italia si possono produrre o importare o vendere a privati armi lunghe non a ripetizione che camerino il calibro 9×19.
E’ evidente che ciò può creare un po’ di confusione; se in Italia si possono vendere a privati armi lunghe in calibro 9×19 è evidente che il relativo munizionamento è da considerarsi per uso civile e non militare.
Finalmente anche la cassazione ha sancito questo sacrosanto principio: il munizionamento da guerra non è tale solo per quanto riguarda il calibro del proiettile e non è tale solo perché camerabile in armi corte in uso alle FF.AA. Le munizioni per armi da fuoco da guerra sono semplicemente quelle che assemblano proiettili a nucleo perforante, incendiario, tracciante, esplosivo o autopropellente, e quindi quelle che sono dotate di “spiccata potenzialità offensiva”.
Una piccola curiosità: Tale dicitura, pur se associata comunemente alla locuzione latina “si vis pacem, para bellum” rappresenta un marchio che fu registrato in Germania il 21 Aprile del 1900 con un’importante nota: “in uso fin dal 1899”. Alcune fonti del 1901 riportano che tale termine faceva parte dell’indirizzo telegrafico della ditta DWM (fabbrica d’armi, ex Ludwig Loewe). L’indirizzo completo era infatti “PARABELLUM – BERLIN”, rimasto attivo fino almeno al 1914.
Il termine “Parabellum” venne scelto dalla fabbrica DWM per i suoi prodotti ( che non si limitavano alle sole armi e munizioni), ma fino al 1901 non risultano documenti che attestino l’uso di tale termine per identificare armi e munizioni.
Per fare un esempio, la Svizzera adottò la pistola Luger il 4 Maggio del 1900 come “Selbstladepistole System Borchardt-Luger” e dandole la denominazione ufficiale di “Pistole,
Ordonnanz 1900”.
Il termine “parabellum” compare per la prima volta in alcuni manuali risalenti al 1901 – 1902, mentre le 7.65 mm Parabellum veniva ancora definita come “7.65 mm Luger” in un catalogo
non pubblicato della DWM risalente al 1902. E’ solo dal 1904 che la DWM riporta sul suo catalogo la 7.65 mm e la 9 mm come “Parabellum”.
Il marchio “parabellum” fu utilizzato dalla DWM nel 1907 anche per altri prodotti quali, ad esempio, i cuscinetti a sfera.
Appare evidente, quindi, che questo marchio non ha nulla a che vedere con uno specifico utilizzo bellico della omonima munizione. E’ solamente un marchio commerciale per una più
facile identificazione del produttore.

(L’aspetto storico sul marchio Parabellum qui descritto è stato tratto da un documento redatto da Maurizio Cavestro sul portale
www.armimilitari.it, altre informazioni giurisprudenziali sono state tratte dal sito www.earmi.it)

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