I dermatoglifi

I Dermatoglifi costituiscono l’insieme dei disegni formati dall’andamento delle “creste papillari” presenti sui polpastrelli, sul palmo delle mani e sulle piante dei piedi degli esseri umani. Essi sono formati dall’alternarsi di creste e solchi che iniziano a distinguersi all’incirca al terzo mese di gravidanza per completarsi entro la fine del quarto. Su ogni cresta sono presenti molteplici “pori” che secernono essudato composto da acqua per il 98% e componenti organiche e inorganiche. Quando una superficie viene a contatto con le creste papillari esse vi depositano un sottile strato del loro essudato che ne riproduce il loro andamento lasciando così un’invisibile impronta analogamente a quanto accade con un timbro ad inchiostro. Essendo l’essudato papillare incolore ecco che si parlerà d’impronta latente ossia di un’impronta invisibile ad occhio nudo. L’essudato papillare si comporta in due differenti modi per quanto concerne le impronte digitali. Oltre ad essere depositato su una superficie, lasciando un’impronta latente, esso può anche assolvere ad una funzione di asportazione di materia generando così un’altra impronta. S’immagini di posare un dito su un piano impolverato o su una superficie imbrattata di sangue o di vernice: parte della polvere, della vernice o del sangue (se presenti in poca quantità e se trattasi di sangue leggermente rappreso) resteranno adesi sul polpastrello lasciando una sorta d’impronta negativa chiamata “impronta per asportazione”. Nelle prossime pillole parleremo delle tecniche per l’esaltazione ed il prelievo delle impronte latenti e non latenti e delle metodologie per la loro classificazione in ambito dattiloscopico.

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