Bloodstain pattern analysis

La BPA (acronimo di Bloodstain pattern Analysis) è quella branca delle scienze forensi che si occupa dell’analisi delle tracce di sangue rilevabili sulla scena del crimine. Essa prende in considerazione la morfologia delle tracce ematiche (schizzi, macchie, gore) presenti sul luogo del reato al fine di ottenere informazioni oggettive sulla dinamica che ne ha provocato il versamento. E’ una materia complessa che raggruppa i principi e le conoscenze di altre discipline scientifiche quali la biologia, la fisica (con particolare riferimento alla dinamica dei fluidi), la chimica, e la matematica (con particolare riferimento alla trigonometria). Scopo della BPA è dunque quello di fornire indicazioni concrete sulle più probabili dinamiche che hanno condotto alla commissione del reato dagli esordi fino al suo esito. In particolare l’investigatore che interviene sulla scena del crimine ha interesse a determinare:
1) l’arma, propria o impropria, utilizzata per compiere il delitto.
2) le modalità d’esecuzione e le sue fasi in sequenza.
3) probabile movimento di oggetti e/o persone nel compimento del delitto.
4) probabile movimento di oggetti e/o persone all’esito del delitto.
In tal senso la BPA può fornire indicazioni utili analizzando:
1) la tipologia delle tracce ematiche.
2) la loro morfologia
3) la direzione degli schizzi e gli aspetti cinematici associati.
4) il numero di colpi inferti, nel caso di oggetti a punta e/o lama e/o oggetti contundenti.
5) il numero di colpi che hanno attinto la vittima nel caso di utilizzo di arma da sparo o da lancio.
Questa disciplina, i cui aspetti verranno di volta in volta trattati nelle pillole di questa pagina, pur essendo stata oggetto di studi in epoche più remote, ha trovato una concreta applicazione verso la fine del 1800 (1895) grazie agli studi del dottor Eduard Piotrowski, dell’Università di Cracovia. Ulteriori contributi per il suo sviluppo definitivo sono stati apportati dalle analisi svolte nel caso dell’omicidio di Marilyn Sheppard (1954) per il quale fu condannato e poi, dopo 10 anni, assolto in via definitiva il marito Sam Sheppard, un neurochirurgo americano. Il primo trattato in materia di BPA è frutto delle ricerche scientifiche di Herbert Leon MacDonell di Corning, New York, che nel 1971 l’ha pubblicato con il titolo “Flight Characteristics and Stain Patterns of Human Blood”.

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